Festival Dante 2021: La Musica dei Cieli

Festival Dante 2021: La Musica dei Cieli

Festival Dante2021
Ravenna – Basilica di S. Francesco – 12 settembre 2018 ore 21
La Musica dei Cieli
Coro Polifonico di Ruda (UD) – Fabiana Noro direttore
Manuel Tomadin organo, Gabriele Rampogna percussioni
Concerto organizzato e offerto dall’Associazione Musicale Angelo Mariani

Ingresso liberoCORO POLIFONICO di Ruda (UD)
Fondato nel 1945, da sempre coro a voci pari maschili, il Polifonico ha cantato in tutto il mondo con concerti di prestigio in Russia, America del Nord e del Sud, Asia e quasi in tutta Europa. Custode della tradizione musicale friulana, il Polifonico collabora anche con le principali orchestre italiane per particolari progetti sinfonico-corali e pubblica la collana ‘Organi e tradizioni organarie in Friuli Venezia Giulia’. Ha all’attivo una ventina di cd e partecipazioni alle più importanti trasmissioni Rai e di diverse televisioni private. Per i numerosi premi ottenuti e per la sua particolare attività concertistica , il Polifonico è stato fonte di ispirazione e protagonista della docu-fiction “Là dove senti cantare fermati”, prodotta da Tico film con la regia di Renzo Carbonera.

FABIANA NORO direttore
Diplomata in pianoforte presso il conservatorio J. Tomadini di Udine, dirige il Polifonico dal gennaio 2003. Con questa formazione corale ha vinto quattro primi premi al XXXIX concorso nazionale di Vittorio Veneto 2004; il primo premio assoluto nella categoria Musica romantica al IX concorso internazionale di Tallin in Estonia ed un secondo premio al Grand prix. Nel 2005 ha ottenuto il secondo premio nella categoria Polifonia al LIII Concorso Internazionale di Arezzo mentre nel 2007 con la medesima formazione corale ha vinto al concorso internazionale Anton Bruckner di Linz quattro primi premi. Ha vinto l’alloro olimpico ai World choir games di Graz (2008) e Shaoxing (2010). Nel 2009, al prestigioso concorso Franz Schubert di Vienna, ha vinto ancora 4 primi premi tra cui il Gran Prix e il premio “Franz Schubert” per la migliore interpretazione di un brano dello stesso autore. Un terzo premio è stato vinto al Concorso internazionale di Derry (Irlanda) nel 2014, mentre a Malaga (2015) il Polifonico ha vinto tutti i quattro primi premi aggiudicandosi anche il Grand Prix. Analogo risultato nel 2016 a Lloret de Mar-Barcellona mentre nel 2017, a Matera, il coro ha vinto il primo premio assoluto e il premio Abaco per la migliore interpretazione di un brano di musica contemporanea (Madonìe di Giovanni Sollima).

IL PROGRAMMA

Dopo il brano iniziale De profundis di Arvo Pärt (1935), il programma si articola in un viaggio musicale immaginario tra i Cieli del Paradiso, di cui desidera evidenziare un personaggio o un elemento che ne caratterizzino la peculiarità.
Cielo I
Piccarda Donati, dopo aver mostrato a Dante come ogni anima sia felice del luogo dove si trova, si dissolve cantando l’Ave Maria. Verrà eseguita l’Ave Maria di Riccardo Giavina (1937).
Cielo II
Tra gli Spiriti attivi che cantano e danzano manifestando la loro gioia con aumento di fulgore vi è l’imperatore Giustiniano, figura simbolica della Legge terrena che risponde alla Legge divina , il quale svanisce cantando Osanna, Deus sabaoth. Verrà proposto il Sanctus – benedictus della Missa Dalmatica di Franz von Suppè (1819 – 1895).
Cielo III
Alla fine del dialogo con Carlo Martello che predice al poeta gli inganni che dovrà subire la sua discendenza, Dante rivolge un ampio rimprovero agli uomini che, attratti dalle vanità terrene, distolgono la loro anima dall’unico vero bene che è Dio. Blazen muz di Grigorij Liubimov (1882-1934), tratto dalla liturgia ortodossa, è il Salmo 1, Beatus vir qui timet Dominum, che loda colui che vive nel rispetto delle leggi divine.
Cielo IV
Tra gli spiriti sapienti che cantano e danzano intorno a Beatrice e Dante, vi è Tommaso d’Aquino che loda San Francesco, dipinto come un Sole voluto dalla Provvidenza, che non disdegnò di unirsi in mistiche nozze con Madonna Povertà. Les quatre petites prières de Saint Francois d’Assise di Francis Poulenc (1899 – 1963), composte nel 1948 in un momento di profonda religiosità dell’autore, sono una vera celebrazione musicale dell’umiltà del santo di Assisi, affidata ad uno spoglio e dimesso coro di francescani.
Cielo V
Non è certo un tema nuovo alla letteratura (a partire dall’Ulisse omerico), ma trova in Dante una delle sue massime testimonianze artistiche, e in modo speciale e assoluto proprio in questo canto. Il poeta trasferisce nell’espressione poetica la propria esperienza reale e drammatica, decisiva per la sua vita intera; e l’esilio diventa uno dei temi più appassionati e significativi della Commedia. Nella profezia di Cacciaguida se ne annunciano i vari aspetti: l’ingiustizia della condanna, la miseria del pellegrinaggio, le umiliazioni del cercare protezioni e aiuti, la fatica nel dover accettare costumi diversi, la straziante nostalgia della patria. A queste sofferenze, nel caso di Dante, se ne aggiungerà una ancora più grande, che provocherà indignazione del poeta: la compagnia di gente del suo partito si rileverà tanto meschina, incapace e violenta da indurlo a una scelta definitiva di solitudine, fisica e morale. Ma proprio nella condizione di esilio Dante leggerà i segni di un destino eccezionale, di una missione rigeneratrice della società, da annunciare con la sua opera.
È così anche nella composizione di Pau Casals (1876 – 1973) O vos omnes.
Il tema della sofferenza e della solitudine sono presenti nel brano, dove più volte viene gridata invano una supplica, in un crescendo di rassegnazione che culmina poi nella consapevolezza finale della propria solitudine, e della impossibilità di comunicare in qualche modo il male che accade.
Ma anche qui, così come in Dante, il male incomprensibile e insopportabile sarà il preludio di una rinascita, in un disegno al di fuori della nostra comprensione. La sofferenza di Cristo nella sua passione, e lo strazio della madre, troveranno nel riscatto dell’intera umanità la loro pienezza di significato, nel atto finale d’amore di Gesù.
Cielo VI
E’ quello degli spiriti giusti. Tra loro Traiano, tornato in vita, credette in Cristo e si riempì di una tale carità da guadagnarsi la salvezza andando in Cielo. Rifeo, attraverso il dono della grazia divina, fu sommamente giusto in vita e ricevette da Dio la conoscenza della futura Redenzione: egli vi credette e da quel giorno rinnegò il paganesimo. Spassenye sodelal di Pavel Chesnokov (1877 – 1944), È creata la Salvezza, Alleluia!
Cielo VII
Pier Damiani, spirito contemplativo, dichiara di essere sceso lungo la scala solo per manifestare la gioia dei beati per la presenza di Dante e non perché provi un amore più intenso verso di lui, in quanto le altre anime provano un amore pari o superiore al suo (come dimostrato dal loro splendore fiammeggiante). E’ stata la volontà divina a incaricare il beato di farsi incontro a Dante, facendo leva sul suo ardore di carità. Ed è per evidenziare questo ultimo aspetto che si basa il brano Ubi caritas del giovane compositore norvegese Ola Gjeilo (1978) il quale, impressionato da un brano omonimo del francese Maurice Duruflé, ne riprese lo stile, proponendo all’inizio in forma omofonica il tema gregoriano originario.
Cielo VIII
Ai Cherubini, forze motrici di questo cielo, è dedicato il bellissimo Cherubym hymne di Dmitri Bortnjanskyj (1751 – 1825), dalla atmosfera piena di delicato afflato angelico.
Cielo IX
E’ il cielo del trionfo delle gerarchie angeliche. A dare suono a questo cielo è Stetit angelus di Giovanni Bonato (1961), dall’atmosfera onirica ed irreale, “L’Angelo stava in piedi con l’incensiere d’oro; E il fumo ascende al cospetto di Dio”.
Cielo X Empireo
La preghiera di San Bernardo alla Vergine perché interceda per Dante presso Dio si traduce in musica con il Totus Tuus di Ambroz Copi (1973), mentre la perfetta beatitudine del poeta che vede la luce di Dio trova la sua voce in Lux aurumque di Eric Whitacre (1970).