Giovedì 15 dicembre Giovanna Barberio e Massimiliano Grotto

Gli appuntamenti con la rassegna Giovani in Musica, organizzata dall’Associazione Musicale Angelo Mariani in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – Viva Dante e con il contributo di MiBACT, Regione Emilia Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, proseguono con un nuovo appuntamento con gli allievi delle masterclass di pianoforte recentemente organizzate dall’Associazione Mariani con Ceroni Piano School e Capit Ravenna.Sul palco della Sala Corelli del Teatro Alighieri, giovedì 15 ottobre alle ore 17, Giovanna Barberio e Massimiliano Grotto, che si sono distinti fra gli allievi di Massimiliano Ferrati e Olaf John Laneri durante la masterclass.
Giovanna Barberio, diplomata al Conservatorio “Bonporti” di Riva del Garda poi al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e allieva di Olaf Laneri, ha già ricevuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi pianistici e si è esibita in manifestazioni musicali di prestigio in tutta Italia.Propone un programma che spazia lungo quattro secoli, esplorando diverse modalità compositive e stilistiche. Il concerto si apre con la Corale n. 3 in sol minore “Nun komm der Heiden Heiland” di Johann Sebastian Bach nella trascrizione di Ferruccio Busoni, il nono dei diciassette corali compresi nel cosiddetto Autografo di Lipsia, un fascicolo che Bach allestì negli ultimi anni della sua vita, probabilmente in vista di una pubblicazione. Raccoglie, selezionate e rielaborate, diverse pagine composte nel corso degli anni: una sorta di panoramica del suo lavoro di organista che risale alle composizioni degli anni di Weimar.  A seguire, le Variations serieuses op. 54 di Felix Mendelssohn, composte nel 1841 dopo una lunga gestazione fatta di molte revisioni. Si tratta di una rivisitazione dell’opera di Bach, di cui Mendelssohn è tradizionalmente considerato riscopritore e critico. L’opera fu scritta su richiesta dell’editore Pietro Mecchetti in occasione della campagna di raccolta fondi per la realizzazione di un monumento a Beethoven. Il programma proposto da Giovanna Barberio si conclude con la Sonata op. 14 n. 2 in re minore di Sergej Prokofiev. Fu eseguita per la prima volta a Mosca nel 1914 dallo stesso autore ed è dedicata all’amico Maximilian Schmidthof, morto suicida l’anno precedente.
Massimilano Grotto, classe 1997, è allievo di Massimiliano Ferrati al Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto e ha già conseguito importanti riconoscimenti: premio speciale al “Concorso Internazionale Premio Salieri” e vincitore del “Crescendo International Music Competition”, che gli ha permesso di esibirsi alla Carnegie Hall di New York.Anche il programma proposto da Grotto copre un vasto arco temporale, partendo dalla Sonata in re minore K 213 di Domenico Scarlatti ed arrivando ai “Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky. Domenico Scarlatti ha lasciato un corpus di 555 sonate, poche delle quali sono state pubblicate durante la sua vita. È proprio la sua opera cembalistica  a costituire la maggiore eredità del musicista napoletano, e ciò è dimostrato anche dal peso ad essa attribuito dalla tradizione cembalistica e pianistica. Completano il programma i Quadri di unesposizione, composti da Modest Mussorgsky nel 1874 e oggetto negli anni di numerose orchestrazioni, fra le quali la più nota è quella ad opera di Maurice Ravel. La celebre suite per pianoforte fu ispirata a Mussorgsky da una mostra di opere di  Viktor Aleksandrovič Hartmann, caro amico prematuramente scomparso. A oggi la maggior parte di quei lavori è andata perduta, rendendo impossibile identificare con certezza a quali opere si sia ispirato Mussorgsky. L’opera fu data alle stampe solo nel 1886, cinque anni dopo la morte dell’autore, a cura del suo amico Nikolaj Rimskij-Korsakov.