Due stelle per la chiusura di RAVENNA MUSICA: la bacchetta Erina Yashima e il violino Stefan Milenkovich insieme all’Orchestra della Toscana

Il concerto conclusivo di Ravenna Musica,  previsto per martedì 17 maggio 2022,  ospita l’Orchestra della Toscana, una delle migliori compagini italiane che ha sede presso lo storico Teatro Verdi di Firenze e che  festeggia nella stessa data l’appuntamento finale del suo cartellone di concerti. Nell’occasione brillano gli ospiti: lei è Erina Yashima, 36 anni, bacchetta tedesca di origini giapponesi, allieva di Riccardo Muti, con una carriera in ascesa; lui è Stefan Milenkovich nato a Belgrado (ma di origini italiane dal lato materno) 45 anni fa: un vero enfant prodige del violino, invitato a suonare davanti ai grandi della Terra e nominato artista serbo del secolo.

Erina Yashima è una direttrice dal talento raro che Riccardo Muti ha riconosciuto in lei aprendole le porte degli Stati Uniti. Qui ha lavorato con l’eccellenza, in tre stagioni come bacchetta assistente del Maestro alla Chicago Symphony Orchestra, e poi braccio destro di Esa-Pekka Salonen e Christoph Eschenbach, ha collaborato con il violoncellista Yo-Yo Ma, mentre in Europa ha debuttato al festival di Salisburgo. Oggi è assistente di Yannick Nézet-Séguin alla Philadelphia Orchestra e da poco nominata primo Kapellmeister della Komische Oper Berlin a partire dalla stagione  2022/23.


Per la sua prima volta con l’Orchestra della Toscana sfida uno dei capisaldi del repertorio sinfonico, la Terza Sinfonia di Beethoven, autore che conosce bene avendo debuttato con la Nona all’Arena di Verona la scorsa estate.

In apertura di concerto, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Yashima dirige l’unico lavoro di Max Bruch che ancora si continua a programmare: il Concerto per violino e orchestra op.26 del 1868. Ne è solista Stefan Milenkovich, acclamatissimo dal pubblico internazionale, personalità dell’anno. Inizia a studiare alla tenera età di 3 anni con il padre, rimasto suo insegnante fino ai diciassette; il suo talento lo porta, a soli 6 anni, a fare la sua prima apparizione da solista in un’orchestra. A 8 il suo primo concerto nella città natale di Belgrado, il primo di una lunga serie in tutto il mondo. A 10 anni, suona per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, a 11 anni per il presidente Michail Gorbačëv e l’anno seguente per Papa Giovanni Paolo II. A soli 16 anni festeggia il suo millesimo concerto. Si è esibito con la band rock Gorillaz, in uno dei luoghi più famosi del mondo, l’Apollo Theatre ad Harlem, New York: una performance acclamata dalla critica e presentata in diretta su MTV.

Mogol e Lucio Battisti, un sodalizio che ha fatto la storia della musica italiana

“E’ stato un legame irripetibile. Anche se ho scritto qualcosa come 1.500  testi per moltissimi grandi artisti, con Lucio fu l’alchimia perfetta. Anche se eravamo diversissimi, lui così riservato, io estroverso, quando ci trovavamo scattava la magia. Lui mi portava la musica, partendo da quella, io trovavo le parole: una totale sintonia, questa è stata la chiave del successo durato dieci anni”.  Così commenta Mogol il suo lungo rapporto con Lucio Battisti.

Il fortunatissimo sodalizio tra il cantante Lucio Battisti e l’autore Mogol ha rappresentato nella storia della canzone italiana un fenomeno pressoché unico che ha portato le loro canzoni ad una grande popolarità.
Mogol è stato l’autore che ha fatto la fortuna delle sue canzoni grazie ai testi di grande originalità e  modernità.

Per non disperdere questo straordinario patrimonio, martedì 10 maggio al Teatro Alighieri alle ore 21 andrà in scena “Emozioni”- Viaggio tra le canzoni di Battisti e Mogol, un concerto racconto pensato per valorizzare e diffondere l’opera di questi due grandi artisti.
Lo spettacolo si avvale per la parte cantata di Gianmarco Carroccia, che ne cura anche la produzione, cantante dotato di un timbro di voce molto simile a quella del compianto Lucio Battisti.
 

Nel concerto, curato dall’Associazione Musicale Mariani insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Mogol e Gianmarco Carroccia ripercorreranno la storia delle canzoni di Mogol-Battisti che hanno segnato una generazione e hanno lasciato anche ai giovani del futuro un importante patrimonio. 
 

L’evento prevede l’esecuzione, rigorosamente dal vivo, di 20 brani che narrano una sorta di vera e propria biografia musicale e mettono in risalto tutte le sfumature che si nascondono dietro ogni singola canzone.
Mogol, presente sul palco, racconterà (e svelerà) così aneddoti e significati legati ad ogni brano. L’intero repertorio sarà interpretato da Gianmarco Carroccia, accompagnato da un ensemble di sei musicisti, che eseguirà ogni brano attenendosi il più possibile all’originale “versione disco”. Gli arrangiamenti sono ad opera del direttore d’orchestra (e chitarrista) Marco Cataldi e di Gianmarco Carroccia. Un’occasione per rivivere la magia di canzoni che hanno segnato la storia della musica e hanno fatto sognare generazioni di italiani.

La serata è organizzata in collaborazione con i Clubs Lions Dante Alighieri, Ravenna Bisanzio, Ravenna Host, Romagna Padusa, Cervia ad Novas, Cervia Cesenatico Host, Milano Marittima 100.

Sarà inoltre un’importante occasione di solidarietà avendo una finalità benefica: il ricavato andrà a sostenere un laboratorio di Musicoterapia nel reparto di pediatria dell’Ospedale di Ravenna a favore di A.GE.B.O. (assistenza Genitori e Bambini Ospedalizzati).
Prezzo Unico
€ 20,00

Prevendite presso:
– biglietteria del Teatro Alighieri (pagamento anche con bancomat e carte di credito);
– on- line dal sito www.teatroalighieri.org;
– La Cassa, Cassa di Risparmio di Ravenna, tutte le agenzie e filiali;
– Uffici IAT di Ravenna, piazza S. Francesco 7 (tel. 0544.482838) e c/o
il Mausoleo di Teodorico via delle Industrie 14 (tel. 0544.451539);
– IAT di Cervia, via Evangelisti 4 (tel. 0544.974400).


Il compositore e pianista Orazio Sciortino con l’orchestra di Padova e del Veneto

Ultime battute di “Ravenna Musica”, la stagione curata dall’Associazione Mariani. Mercoledì 4 maggio, per il penultimo appuntamento, si allineeranno sul palco del Teatro Alighieri i componenti l’Orchestra di Padova e del Veneto guidati da Orazio Sciortino, impegnato nella triplice veste di direttore, compositore e pianista solista.

L’orchestra si è costituita nel 1966 e in oltre cinquant’anni di attività si è affermata come una delle principali orchestre italiane con esibizioni nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero. Dal 1983 e per 18 anni la direzione artistica e musicale dell’Orchestra è stata affidata a Peter Maag, successivamente a Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello, Filippo Juvarra e dal 2015 a Marco Angius.

La compagine vanta collaborazioni con nomi del concertismo internazionale del calibro di S. Accardo, M. Argerich, V. Ashkenazy, R. Chailly, A. Lonquich, R. Lupu, Sir N. Marriner, V. Mullova, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, S. Richter, M. Rostropovich, K. Zimerman.

Dal canto suo Orazio Sciortino, pianista, compositore e direttore d’orchestra, collabora con importanti istituzioni musicali italiane ed estere come Teatro alla Scala,  Orchestra Verdi di Milano, Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e all’estero con i Concerti Sociedad Filarmonia di Lima, Nuova Harmonìa di Buenos Aires, Konzerthaus di Berlino, Salle Molière di Lyon, Ottawa Chamber Music Festival, Sala Cecilia Meireles di Rio De Janeiro.

Il programma sarà aperto dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 18 in Si bemolle maggiore K. 456 di Mozart, composto nel 1784, con Sciortino impegnato sia come pianista solista che direttore. Nel corpus delle opere di Mozart, il genere Concerto per pianoforte e orchestra ebbe più importanza che in quella di qualsiasi altro compositore della seconda metà del Settecento “. Lo stesso  Mozart  tiene in modo particolare a mettere in rilievo che i suoi Concerti non sono “troppo facili” e “insignificanti”, a differenza – è sottinteso – di quelli dei suoi contemporanei.

A chiudere il concerto, la cui realizzazione è resa possibile anche grazie a Rosetti Marino, sarà la  Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485 di Schubert. La Quinta, terminata nel 1816, costituisce uno dei vertici del sinfonismo giovanile di Schubert per la straordinaria freschezza inventiva, per il felice equilibrio, per la gentile intimità lirica.

Cuore del programma sarà l’esecuzione della composizione di Orazio Sciortino “Il gran cerchio d’ombra” scritta in occasione dei 700 anni della morte di Dante e composta su commissione dell’Accademia Filarmonica di Verona e dell’Associazione Angelo Mariani. Il brano si ispira al De vulgari eloquentia di Dante il quale cita in due occasioni l’endecasillabo del poeta provenzale Arnaldo Daniello “Il  poco giorno e il gran cerchio d’ombra”, intendendo brevi giornate e le lunghe notti.

“Ho bisogno di un eroe”: Vita ardente di Teresa Guiccioli e del suo amante Lord Byron. Spettacolo in scena martedì 26 aprile al Teatro Alighieri

Tra gli amori romantici che la storia tramanda, di grande fascino è sicuramente quello tra Lord Byron e la contessa ravennate Teresa Gamba Guiccioli. Amore intenso e travagliato, fatto di incontri notturni e fughe d’amore, ostacolato dal matrimonio della contessa con l’anziano Conte Alessandro Guiccioli.
E fu propro l’abitazione del Conte, Palazzo Guiccioli (sito a Ravenna nell’attuale via Cavour), lo scenario della vicenda amorosa di Teresa e Lord Byron, che vi alloggiò ospite per qualche tempo.
Qualche anno dopo furono gli ardori politici di Lord Byron, grande poeta ma anche patriota e giacobino, a mettere fine alla relazione, quando trovò la morte combattendo in Grecia a fianco degli elleni contro i Turchi.

Ispiratosi a questa vicenda, il noto musicologo Guido Barbieri, su commissione dell’Associazione Mariani,  ha ideato lo spettacolo dal titolo “Ho bisogno di un eroe” Vita ardente e temeraria di Teresa Guiccioli e del suo amante Lord Byron, che andrà in scena in prima assoluta martedì 26 aprile alle ore 21 al Teatro Alighieri nell’ambito della stagione “Ravenna Musica 2022”.
Lo spettacolo tenterà di delineare soprattutto la figura di Teresa Guiccioli, scrittrice, femminista antesignana, patriota e liberale.  
 
Barbieri ha scritto interamente i testi dello spettacolo, che si avvale della partecipazione dell’attrice Mascia Foschi e del soprano Valentina Coladonato. Ad eseguire le musiche di Schumann e del compositore contemporaneo Paolo Marzocchi sarà l’Orchestra Arcangelo Corelli diretta da Jacopo Rivani. La parte tecnica è curata per i video da Samuele Balducci e Achille Matassoni, per le Luci da Nevio Cavina.  

 Info: www.associazione@angelomariani.it  www.teatroalighieri.it

Prezzi singoli spettacoli
Settore                                                                     interi ridotti giovani
Platea, posto numerato di palco di I,II,III ordine € 30,00 € 28,00 € 15,00
Soci dell’Associazione A. Mariani                                   € 23,00 € 12,00
Galleria, posto numerato di palco di IV ordine   € 20,00 € 18,00 € 10,00
Soci dell’Associazione A. Mariani                                    € 13,00 € 8,00
Loggione                                                                 € 10,00 € 8,00 € 5,00
Soci dell’Associazione A. Mariani                                      € 6,00 € 4,00

Prevendite presso:
– biglietteria del Teatro Alighieri (pagamento anche con bancomat e carte di credito);
– on- line dal sito www.teatroalighieri.org;
– La Cassa di Ravenna SpA (tutte le filiali)
– Uffici IAT di Ravenna, piazza S. Francesco 7 (tel. 0544.482838) e c/o
il Mausoleo di Teodorico via delle Industrie 14 (tel. 0544.451539);
-IAT di Cervia, via Evangelisti 4 (tel. 0544.974400).

Biglietteria del Teatro Alighieri aperta tutti i giorni feriali dalle 10 alle 13, giovedì pomeriggio anche dalle 16 alle 18. Biglietteria la sera del concerto dalle ore 20,00.

In tutte le sedi di spettacolo saranno applicate le norme di sicurezza previste. E’ obbligatorio presentarsi all’ingresso con mascherina FFP2 e green pass.

“Ho bisogno di un eroe”: incontro di presentazione Giovedì 21 aprile ore 17

“Ho bisogno di un eroe”

Incontro di presentazione

Giovedì 21 aprile ore 17 – Sala 1° piano Antichi Chiostri Francescani

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L’Associazione Musicale “Angelo Mariani” e gli “Amici di Viale Baracca” – Associazione culturale che ha come obiettivo principale la diffusione e la conoscenza della musica classica, del balletto e dell’opera – organizzano in data Giovedì 21 aprile 2022, alle ore 17, un incontro aperto alla cittadinanza che sarà una sorta di “viaggio” alla scoperta del personaggio di Teresa Guiccioli.

Attraverso le parole di Claudia Giuliani (Comitato Scientifico del Museo Byron di Palazzo Guiccioli), Guido Barbieri (musicologo ideatore e curatore dello spettacolo) e Ada Foschini (curatrice dei restauri degli apparati decorativi interni di Palazzo Guiccioli) verrà presentato lo spettacolo “Ho bisogno di un eroe” – Vita ardente e temeraria di Teresa Guiccioli e del suo amante Lord Byron, prologo all’apertura di Palazzo Guiccioli, teatro della leggendaria storia d’amore, il cui restauro è a cura della Fondazione della Cassa di Ravenna.

L’evento è in programma Martedì 26 aprile 2022 alle ore 21 al Teatro Alighieri, nell’ambito della stagione Ravenna Musica 2022 curata dall’Associazione Musicale “Angelo Mariani”.

La presentazione si terrà presso la Sala della Fondazione della Cassa, al 1° piano degli Antichi Chiostri Francescani, in Via Dante Alighieri 2A, con prenotazione obbligatoria rispondendo all’indirizzo mail associazione@angelomariani.it oppure telefonando allo 0544.39837.

Il pianista Alexander Kobrin al Teatro Alighieri: tocco delicatissimo ed ipnotico

Il prossimo appuntamento di Ravenna Musica dell’Associazione Angelo Mariani, programmato per mercoledì 20 aprile 2022 al Teatro Alighieri alle ore 21, vedrà in scena uno dei migliori pianisti dell’attuale scena internazionale Alexander Kobrin.  

Nato nel 1980 a Mosca, inizia gli studi di pianoforte a cinque anni nella celebre Scuola Gnessin con Tatiana Zelikmana per poi proseguirli presso il Conservatorio Tchaikowsky con Lev Naumov.

Il talento di Kobrin è dimostrato dai diversi concorsi internazionali vinti tra cui Van Cliburn, Busoni, Glasgow. Il pianista è esibito in varie prestigiose sede come la  Sala Cortot a Parigi, l’Auditorium del Louvre, la Wigmore Hall e l’Albert Hall a Londra. A Monaco ha suonato all’Herculesaal e a Berlino alla Filarmonia Hall, al Kennedy Center di New Yoork, con l’orchestra Filarmonica di Belgrado e la Russian National orchestra con Mihail Pletnev.

Il Gramophone Magazine descrive Kobrin come “memorabilmente personale ed elegante” nonché “ipnotico”, e molti altri critici lodano il suo “tocco delicatissimo” e la sua capacità di “valorizzare tutte le sfumature di colore creando contrasto e illuminando le tensioni tra luce e ombra, vivacità e malinconia in una moltitudine di livelli”. L’esperienza di ascoltare Alexander Kobrin dal vivo è stata descritta da Nick Rogers: “L’abbagliante destrezza di Kobrin è sicuramente supernaturale da vedere, ma il suo talento e la sua esecuzione sono assolutamente umani”.

Il programma del concerto prevede le  Sonate n. 2 e n. 3 dell’op. 31  di Beethoven, scritte tra il 1801 e il 1802 e tra le più eseguite ed amate del compositore di Bonn, seguite dalle composizioni di Chopin Berceuse e Barcarola. Composta nel 1843, la Berceuse costituisce una delle più sorprendenti costruzioni di Chopin; la Barcarola, composta tra l’autunno 1845 e l’estate 1846, rappresenta uno degli ultimi capolavori chopiniani. Concludono le Variazioni su un tema di Corelli di Rachmaninov. Composte in Svizzera nell’estate del 1931 rappresentano l’ultima opera per pianoforte se si escludono alcune revisioni di lavori precedenti.

Il violino solista Grazia Raimondi con la Camerata Città di Prato diretta da Luigi Padovano

Nuovo appuntamento della stagione “Ravenna Musica” curata dall’Associazione Mariani. Martedì 5 aprile alle ore 21 a disporsi sul palco del Teatro Alighieri saranno i componenti della Camerata strumentale “Città di Prato” con la partecipazione del violino solista Grazia Raimondi e Luigi Piovano nel ruolo di direttore.

L’Orchestra è nata nel gennaio del 1998 da un’idea di Riccardo Muti, che l’ha diretta in diverse occasioni. Fin dalla fondazione Alberto Batisti ne cura la direzione artistica. Dal 1998 al 2014 il suo direttore musicale è stato Alessandro Pinzauti, col quale l’Orchestra si è fatta conoscere e ha costruito il suo ampio repertorio. Dal 2014 il direttore musicale è Jonathan Webb. Fra gli altri direttori con cui ha collaborato, figurano i nomi di Roberto Abbado, Antonello Allemandi e Franco Rossi, che scelse la giovane Orchestra pratese per il suo acclamatissimo debutto direttoriale.

Grazia Raimondi ha compiuto gli studi di violino presso il Conservatorio di Bologna, sua città natale. Successivamente ha seguito i corsi di perfezionamento con Franco Gulli, ricevendo il Diploma di Merito all’Accademia Chigiana di Siena. Grazie alla borsa di studio “J.W. Fulbright” di New York, è stata allieva di Franco Gulli per il violino presso l’Indiana University in U.S.A., dove ha conseguito l’Artist Diploma. Ha vinto il 1° premio in concorsi come Vittorio Veneto, “Sibelius International Competition” tenuto presso l’Indiana University. Nel 2012 ha tenuto un concerto solistico alla Carnegie Hall di New York ottenendo grande successo e ha inaugurato il 44° “Newport Music Festival” con un concerto che ha avuto tre standing ovation.

Luigi Piovano si è diplomato in violoncello a 17 anni sotto la guida di Radu Aldulescu, con cui in seguito si è diplomato in violoncello e musica da camera anche a Parigi. Nel 1999 è stato scelto da Maurizio Pollini per partecipare al “Progetto Pollini” al Festival di Salisburgo, replicato alla Carnegie Hall, a Tokyo e a Roma. Dal 2005 suona regolarmente in duo con Antonio Pappano. Ha suonato come solista con prestigiose orchestre sotto la direzione di direttori come Chung, Menuhin, Pappano, Pletnev. Da oltre vent’anni è primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Dal 2002 si dedica sempre più alla direzione d’orchestra.

Compongono il programma il Concerto in re minore per violino e archi MWV O3 di Mendelssohn scritto nel 1822, quando l’autore aveva appena 13 anni,  e la Serenata in Do maggiore per archi op. 48 di Cajkovskij, una delle composizioni nate nel periodo di crisi personale e creativa che il musicista russo affrontò tra gli anni 1877 e 1885, crisi nata da un improbabile matrimonio con una sua ex allieva di Conservatorio, Antonina Miljukova.  Scritta tra il settembre e il novembre del 1880, fu eseguita per la prima volta a Pietroburgo il 30 ottobre del 1881.

La chitarra di Andrea Monarda per una prima esecuzione assoluta

Sarà dedicato alla chitarra il concerto in programma giovedì 31 marzo al Teatro Alighieri (ore 21) nell’ambito della stagione “Ravenna Musica” dell’Associazione Mariani.

Al centro della scena  Andrea Monarda, talentuoso chitarrista dedito costantemente alla costituzione di un nuovo repertorio per chitarra. Questa ricerca lo ha portato a collaborare con importanti compositori, che gli hanno dedicato le loro opere più recenti, affidandogli le prime esecuzioni. Premiato in celebri concorsi nazionali e internazionali, nel 2013 ha ricevuto il premio chitarra d’oro come giovane talento.

Monarda sarà affiancato dai componenti dell’Orchestra Filarmonica “Vittorio Calamani”, formata da giovani musicisti provenienti da tutta Italia, selezionati tramite accurate audizioni. Fondata da Stefano Calamani e con l’ausilio della direttrice artistica Anna Leonardi, l’orchestra nasce come progetto di una vera e propria filarmonica formata da giovani artisti.

Con Monarda nel ruolo di solista verrà eseguito il “Concerto de Aranjuez” per chitarra e orchestra di Joaquin Rodrigo, probabilmente l’opera più nota dell’autore, uno dei compositori spagnoli più famosi del primo dopoguerra.

Farà seguito un brano commissionato dall’Associazione Mariani appositamente per l’occasione e che verrà interpretato in prima esecuzione assoluta: Secondo Concerto per chitarra e orchestra di Alessandro Solbiati.

Il concerto fa parte di un progetto triennale ideato dall’Associazione Mariani in collaborazione con  l’Orchestra Calamani, che prevede ogni anno un’esecuzione dedicata a uno strumento.

Nella seconda parte della serata sarà eseguita la Settima Sinfonia di Beethoven.  

Dirige il concerto Pasquale Corrado, musicista poliedrico, impegnato nella direzione d’orchestra, composizione e produzione artistica. Al termine del perfezionamento in composizione presso l’Accademia di Santa Cecilia, si diploma e riceve il Premio Petrassi 2011 consegnato in Quirinale dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Nella veste di direttore d’orchestra ha debuttato al Ticino Music Festival e ha diretto produzioni operistiche, sinfoniche e cameristiche in diversi festival nazionali e internazionali tra i quali La Biennale di Venezia, Bologna Modern Festival, Aus Italien  al Teatro Petruzzelli di Bari, I Pomeriggi Musicali di Milano, Stagione concertistica Syntax Ensemble, nelle quali ha diretto in prima italiana e assoluta diverse opere cameristiche, sinfoniche e liriche contemporanee.   

Info: www.teatroalighieri.org; www.angelomariani.org

Il violinista premio Paganini Ilya Gringolts e il pianista premio Scriabin Peter Laul in duo al Teatro Alighieri

Lunedì 14 marzo (ore 21) ad animare la scena del Teatro Alighieri arriva il violinista russo Ilya Gringolts, da anni residente in Svizzera, in duo con il pianista Peter Laul a cui è legato da un felice sodalizio.

Dopo aver studiato violino e composizione a San Pietroburgo dove è nato nel 1982, Ilya Gringolts frequenta la Juilliard School of Music, dove studia con Itzhak Perlman. Nel 1998 vince il Premio Paganini, risultando il più giovane vincitore nella storia del concorso. Richiestissimo come solista, si dedica sia al grande repertorio orchestrale sia ad opere contemporanee e poco frequentate. Ha tenuto le prime esecuzioni assolute di opere di Peter Maxwell Davies, Augusta Read Thomas, Christophe Bertrand e Michael Jarrell. Ha suonato con le più rinomate orchestre come BBC Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Israel Philharmonic Orchestra, Singapore Symphony Orchestra, St. Petersburg Philharmonic, Deutsches Symphonie Orchester Berlin e  Mahler Chamber Orchestra.

Ricca anche l’attività del pianista di origine estone, Peter Laul, nato in una famiglia di musicisti che presto lo indirizza agli studi musicali. Nel 2000 vince il primo premio al prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Skrjabin di Mosca che gli apre le porte ad una brillante carriera con esibizioni nelle principali sale da concerto.

Intensa anche l’attività all’estero, con esibizioni all’Auditorium du Louvre, al Théâtre du Châtelet e al Musée d’Orsay di Parigi, all’Opéra de Lyon, al Lincoln Center di New York, all’Amsterdam Concertgebouw. Come solista si è esibito con la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Mariinsky, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, con la Nordwestdeutsche Philharmonie, la Brasilian National Symphony Orchestra, la Estonian National Symphony, la Tallinn Chamber Orchestra.

Il programma del concerto, che rientra nella stagione “Ravenna Musica” dell’Associazione Mariani, prevede alcune pagine di Stravinsky: L’uccello di fuoco tratta dall’opera omonima,  Tango –  la prima composizione scritta da Stravinskij al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1940, Chanson Russe e Danse Russe, due trascrizioni per violino e pianoforte scritte dallo stesso Stravinsky di brani tratti da sue opere, rispettivamente Mavra e Petruska.

I brani di Stravinsky incorniciano le altre due composizioni del programma, la Sonata per violino e orchestra FP 119 di Francis Poulenc scritta negli anni 1942 – 1943 e la Sonata per violino e pianoforte n. 8 in Sol maggiore op. 30 n. 3 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1802, al tempo della I Sinfonia e delle Sonate per pianoforte op. 31.

“Ravenna Musica”: mercoledì 2 marzo il celebre violinista Domenico Nordio sostituisce il Quartetto Guadagnini

“Ravenna Musica”, la stagione curata dall’Associazione Angelo Mariani, mercoledì 2 marzo (ore 21) ospita il celebre violinista Domenico Nordio, uno dei più acclamati musicisti italiani del nostro tempo, che salirà sul palco del Teatro Alighieri insieme a I Musici Italiani.

Domenico Nordio si è esibito nelle sale più prestigiose, dalla Carnegie Hall di New York alla Salle Pleyel di Parigi, dal Teatro alla Scala di Milano al Barbican Center di Londra fino al Suntory Hall di Tokyo, con orchestre quali la London Symphony, la National de France, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Sinfonica Nazionale della RAI. I suoi ultimi tour internazionali lo hanno visto impegnato, tra l’altro, al Concertgebouw di Amsterdam, al Teatro Colon di Buenos Aires, alla Sala Zaryadye di Mosca.

Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ex bambino prodigio (ha tenuto il suo primo recital a dieci anni), Domenico Nordio ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin Presidente di Giuria. Dopo le affermazioni ai Concorsi Thibaud di Parigi, Sigall di Viña del Mar e Francescatti di Marsiglia, il Gran Premio dell’Eurovisione ottenuto nel 1988 lo ha lanciato alla carriera internazionale: Nordio è l’unico vincitore italiano nella storia del Concorso.

Dal 2017 è Artista Residente dell’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”.

Nella doppia veste di direttore e solista, si esibirà col gruppo con cui collabora da tempo I Musici di Parma, nato nel 2002. Formato da musicisti che collaborano con le più importanti orchestre italiane ed estere, persegue il duplice intento di riscoprire opere inedite e di divulgare capolavori d’ogni tempo, e affronta, con formazioni sia cameristiche che sinfoniche, un ampio repertorio che va dal barocco al classicismo, fino alle più belle pagine della musica del Novecento.

Sono titolari della omonima Accademia di Alto Perfezionamento musicale con sede all’interno del prestigioso Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme (PR). Nel 2019 sono stati vincitori del premio “Confartigianato Emilia-Romagna premia l’arte 2019”, conferito per il grande lavoro di divulgazione della musica sul territorio. 

Il programma prevede Antiche arie e danze per liuto, Suite n. 3 di Ottorino Respighi, Rondò in La magg. per violino e archi D438 di Franz Schubert, Concertino per violino e archi op. 42 di Mieczyslaw Weinberg, Adagio per archi di Samuel Barber, Simple Symphony op. 4 di Benjamin Britten.